Merenda de-Genere! Costruiamo l’altro Pride Torinese!

Merenda de-Genere! Costruiamo l’altro Pride Torinese!

Merenda De-Genere!

Continuano gli appuntamenti per la costruzione dello spezzone Orgoglio De-Genere al Pride di Torino!
Giovedì 11 giugno dalle h.16 merenda De-Genere negli spazi occupati della Cavallerizza Reale, Via Verdi 9
evento –>https://www.facebook.com/events/1461409444169158/
Anche quest’anno ci sarà il Pride a Torino e anche quest’anno la comunità LGBTQI* sarà in piazza il 27 giugno per rivendicare i diritti che da decenni le sono stati negati e per dire ad alta voce che ognun* di noi ha il diritto di vivere la propria vita, la propria identità ed i propri legam i secondo i principi dell’autodeterminazione e senza che nessuno possa discriminarli perché considerati “minoritari” o “fuori dalla norma”.
Ma quest’anno Torino, poco prima del Pride 2015, ospiterà l’ostensione della Sindone e la nostra città, in particolare per la visita di Bergoglio il 21 giugno, è stata militarizzata, riorganizzata e svenduta in funzione dei pellegrini, messa a tacere e tenuta sotto controllo con metodi autoritari sempre più incompatibili con la necessità di far sentire chiara la nostra voce.
Ognuna delle nostre realtà ha trovato nel Vaticano e nella sua ingerenza, politica ed economica, un ostacolo alle nostre lotte, alle nostre richieste di diritti ed al nostro bisogno di autodeterminazione.
Recentemente, grazie alla strumentalizzazione di quel corpus di discorsi filosofico/politici denominati per semplicità “teoria del gender”, trasformati in “ideologia/dittatura del gender” per travisare esageratamente, appunto, gli studi di genere e sull’identità di genere, il Vaticano ha creato un nuovo strumento per metterci contro l’opinione pubblica e seminare ulteriore odio a discapito di tutt* noi che viviamo la nostra vita liber* di essere noi stess*, fuori dal rigido binarismo eteronormato e/o fuori dai rigidi schemi dei ruoli di genere previsti dalla loro visione totalizzante della realtà.
Secondo la chiesa cattolica noi non siamo liber* di vivere la nostra vita in piena libertà di decidere cosa farcene della nostra identità e dei nostri desideri, ma dobbiamo sottostare ai loro rigidi schemi per poter perpetrare il loro potere giudicante sulle nostre esistenze.
Ed è così che ogni persona che dice ad alta voce che l’amore è amore in ogni sua forma diventa una “pericolosa minaccia per la società”. Ed è così che ogni famiglia che non rispetta i canoni da loro previsti diventa “sbagliata” o peggio ancora “non esiste”. Ed è così che ogni donna che vuole vivere la sua vita libera di non avere figli diventa una pericolosa nemica della “sopravvivenza dell’umanità”. Ed è così che ogni persona che non si riconosce nelbinarismo uomo-donna o vuole vivere il proprio genere anche se non allineato “alla norma” del suo sesso biologico diventa “pazza” e “confusa”. Ed è così che qualunque persona viva liberamente la propria sessualità senza sensi di colpa e in piena pace con il suo essere diventa “perversa”.
Per questi esempi e per tanti altri motivi, quest’anno, vogliamo proporre a tutte le realtà, collettivi e individualità lgbt/femministe/queer/anticlericali di organizzarci in una rete in occasione del Pride per portare compatt* il messaggio che non accettiamo più tutta questa ingerenza del vaticano sulle nostre vite, che nessun* ha il diritto di associarci ad idee e parole che non sono nostre e che non accettiamo assolutamente che il nostro diritto all’autodeterminazione possa essere messo in discussione.
Abbiamo, quindi, deciso di organizzare un momento assembleare per parlare tutt* insieme di come vogliamo portare al Pride del 27 giugno il nostro messaggio di autodeterminazione di identità e corpi. L’obiettivo che ci siamo posti come Assemblea Orgoglio De-Genere è quello di creare uno spezzone all’interno del Pride Torinese del 27 giugno caratterizzato dall’opposizione al Vaticano, ai partiti omotransfobici che fanno propaganda sui nostri corpi e a tutta quella parte dell’opinione pubblica che vorrebbe limitare la nostra libertà d’espressione e il nostro diritto a vivere liberamente le nostre vite.
Coglieremo l’occasione per parlare anche della rete nazionale No Expo Pride, che per il 20 giugno sfilerà per le strade di Milano per rivendicare il diritto ad una città femminista, frocia e queer libera dalle speculazioni e mercificazioni di Expo 2015.
10 giugno 2015 14:53 0 comments

Sessualità negate – incontri di autoformazione

Sessualità negate – incontri di autoformazione

Sessualità negate è un percorso di riflessione e discussione intorno al tema della sessualità e della repressione nell’immaginario e nello spazio pubblico.
Crediamo che consapevolezza e condivisione siano strumenti sovversivi e che il concetto di rivolta come azione collettiva non possa che partire dalla rideterminazione di sé stessi.

prossimi appuntamenti:
14 Maggio ore 20:00 Restituzione dell’assemblea per un pride anticlericale del 13 maggio e discussione a partire dal testo “terrore anale” di Beatriz Preciado
@Cavallerizza Reale, via verdi 9

Per scaricarlo –> https://anarcoqueer.wordpress.com/2013/03/13/terrore-anale-di-beatriz-preciado/

appuntamenti passati:
26 marzo – Negazione della sessualità femminile nell’immaginario pubblico (masturbazione, squirting, orgasmo).
Dibattito di autoformazione: discuteremo a partire dagli articoli riportati nei blog più diffusi e attivi sulla tematica, interrogandoci anche sull’utilizzo di tale strumento da parte dei femminismi nella propria azione politica.
Cavallerizza Reale, via verdi 9

16 aprile ore 20:00 – Negazione della sessualità femminile nello spazio pubblico.
Ne parleremo a partire dai contributi di:

NON SI NASCE DONNA
https://anarcoqueer.files.wordpress.com/2014/05/monique-wittig.pdf

IL CORPO COSTRUITO
https://anarcoqueer.files.wordpress.com/2013/03/finito-corpo-costruito.pdf

KING KONG GIRL
http://queerkong.blogspot.it/2012/06/teoria-king-kong-de-virgine-despentes.html

IL MIO PIACERE VIENE COME PUGNALI
http://ideadestroyingmuros.blogspot.com.es/2011/09/il-mio-piacere-viene-come-pugnali.html

ORE 20:00 Cavallerizza reale, via verdi 9 (1 piano)

23 aprile ore 20:30 – Questo appuntamento non sarà un momento di auto-formazione ma di organizzazione e scambio come collettivo. Siete tutt* invitate a partecipare per parlare di:
– Pride 2015
– Festa Cabaret post porno (sensibilizzazione e autofinanziamento)
– Genderotica 2015
– Controguida alla sessualità
– autoformazione 30 maggio

7 Maggio ore 17:30 (Università- CLE aula f4) – Costruzione della sessualità maschile e medicalizzazione.
Ne parleremo con la Prof. Ferrero Camoletto (sociologa dell’Università di Torino)

11 Maggio – Intersessualità e binarismo sessuale.
@casaarcobaleno

Le date e gli incontri verranno aggiornati in itinere.
Se volete segnalare articoli interessanti potete postarli nell’evento o nel greppo facebook Altereva.
Se volete proporre nuovi incontri/temi/relatori/relatrici scriveteci a altereva.torino@gmail.com

Call for:
Stiamo organizzando un ciclo di incontri di autoformazione per la divulgazione della tesi di genere, se avete scritto una testi di laurea triennale/specialistica o di dottorato su questi temi e vorreste presentarla scriveci a altereva.torino@gmail.com

L’immagine è tratta da http://www.pikaramagazine.com/2015/03/lo-que-puede-un-cono/

14 aprile 2015 14:02 0 comments

RE-INIZIANO GLI APPUNTAMENTI DEL COLLETTIVO ALTEREVA!

RE-INIZIANO GLI APPUNTAMENTI DEL COLLETTIVO ALTEREVA!

RE-INIZIANO GLI APPUNTAMENTI DEL COLLETTIVO FEMMINISTA QUEER ALTEREVA!
CI TROVIAMO il giovedì alle 20:00 @cavallerizza reale, via verdi 9

Per parlare delle proposte per il prossimo anno:
– progetti – lotte – autocoscienza – femminismi – queer- azioni – pride

Partecipa e/o porta le tue proposte!

17 settembre 2014 16:59 0 comments

presentazione del libro : SORELLA OUTSIDER di AUDRE LORDE

presentazione del libro :  SORELLA OUTSIDER di AUDRE LORDE

Il Collettivo Altereva vi invita alla presentazione del libro :

SORELLA OUTSIDER
di AUDRE LORDE a cura di Margherita Giacobino

Audre Lorde, poeta, femminista, Nera, madre, guerriera, lesbica, è un’autrice militante che segna la sua epoca e i decenni successivi, impronta l’azione politica di molte donne Nere e non, suscita risvegli di coscienza in chi la legge, precorre e ispira una serie di tematiche del pensiero queer.

Di Lorde si è parlato tanto anche in Italia e finalmente i saggi politici di Audre Lorde, raccolti ne “The Cancer Journals”, “Sister Outsider” e “A Burst of Light”, sono stati tradotti in italiano ed editi dalla Casa Editrice Il Dito e la Luna. Il volume che comprende questi scritti, brevi ma intensi e pieni di suggestioni sicuramente valide per il nostro agire e pensare personale e politico, si chiama “Sorella Outsider”.

Si tratta di una pubblicazione autofinanziata, la cui traduzione è stata curata da Margherita Giacobino, con la collaborazione di Marta Gianello Guida
Il volume è uscito nel maggio 2014.

Sostieni anche tu l’editoria indipendente! Partecipa!

Giovedì 29 maggio, ore 21, presso Magazzino sul Po

L’entrata è libera (non occorre la tessera Arci)

* Nota bene : Questo incontro può essere considerato sostitutivo nel caso di assenza ad un incontro al Ciclo Di Seminari Interdisciplinari Sugli Studi Di Genere

20 maggio 2014 13:40 0 comments

Proiezione del docufilm “campaign of hate russia and gay propaganda”

Proiezione del docufilm “campaign of hate russia and gay propaganda”

Mercoledì 21 maggio, a pochi giorni dalla giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, si affronteranno i temi dell’odio e della discriminazione sessuale con il regista Micheal Lucas.

Alle ore 17, nell’aula D4 (piano terra) del campus Luigi Einaudi (lungo Dora Siena 100), verrà proiettato il docufilm Campaign of Hate: Russia and Gay Propaganda, presentato in anteprima al Torino gay and lesbian film festival e, in questa occasione, introdotto dallo stesso autore.

«Com’è essere gay in Russia?» «Umiliante»

Viaggio nella Russia di Putin, luogo in cui chi è gay è discriminato tre volte: perché considerato malato, perché corrotto dall’Occidente, perché un criminale punibile con cinque anni di carcere.

Interviste a intellettuali, attivisti, coppie clandestine, transessuali, omosessuali di tutte le età, tra le immagini della violentissima repressione poliziesca in occasione del Pride di San Pietroburgo e le gratuite aggressioni omofobe nei luoghi pubblici, impunemente diffuse sui social network dai carnefici. La speranza? Forse quei selfie di baci gay così coraggiosamente postati su Facebook sono la migliore risposta all’ignoranza e all’inciviltà.

L’autore
Michael Lucas è nato a Mosca, Russia, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza. Nel 1997 si trasferisce a New York, un anno dopo fonda la Lucas Entertainment, uno dei più importanti poli cinematografici porno gay del mondo. I suoi film, tra cui Michael Lucas’ La Dolce Vita(2006, co-diretto con Tony DiMarco) e Men of Israel (2009),hanno ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali. Lucas utilizza la pornografia come piattaforma per trattare problematiche attuali come l’abuso di droga, il sesso non protetto, lo sfruttamento minorile, l’antisemitismo, l’omofobia e l’oppressione religiosa.

La proiezione è stata possibile grazie alla collaborazione del Torino gay and lesbian film festival.

20 maggio 2014 13:38 1 comment

VOGLIAMO GLI STUDI DI GENERE! SEMINARIO 2014

VOGLIAMO GLI STUDI DI GENERE! SEMINARIO 2014

VOGLIAMO GLI STUDI DI GENERE!

Questo ciclo di seminari di studi di genere  è un atto di protesta contro l’ inerzia  e l’ipocrisia delle istituzioni del territorio piemontese in merito al reinserimento degli studi di genere nella didattica universitaria.   Il nostro paese è ormai uno dei pochissimi a non riconoscere, nel concreto, legittimità didattica e culturale dei gender studies  e l’Università di Torino, non presentando alcun corso di studi di genere nella sua offerta formativa, è lo specchio di questa realtà.
Gli studi di genere in moltissime università non rappresentano solo l’avanguardia ma una parte imprescindibile dell’offerta formativa, appassionano le nuove generazioni, riescono a modificare i programmi politici e ispirano nuovi modelli di welfare (culturali e sociali)
Volgiamo continuare il percorso avviato con il seminario da noi organizzato due anni fa (nel 2012) all’Università degli studi di Torino, per mettere di nuovo in evidenza la chiusura del corso di “storia delle delle donne e di genere”, per questo, proponiamo un nuovo ciclo di seminari tesi ad indagare questioni controverse e di attualità.
Nel 2012 era stata inoltre presentata una petizione al Senato Studenti dell’Unito che aveva suscitato apprezzamento per l’iniziativa ma che, di fatto, non aveva prodotto alcun cambiamento.
Si approfondirà lo studio di vari aspetti  legati alla sfera della sessualità.  Crediamo, infatti, che la sessualità sia  al centro di politiche repressive e sessiste così come i corpi delle donne spesso rappresentano la piazza simbolica nella quale si svolgono le lotte di dominio: dalla violenza all’aborto, dalla mercificazione  alla medicalizzazione (etc). 
La proposta di questo seminario nasce con l’intento propedeutico all’approfondimento degli studi in materia e alla sensibilizzazione degli studenti e delle studentesse alle tematiche di genere.
L’obiettivo  sarà stimolare una riflessione condivisa e redigere una raccolta dei contributi seminariali che ci permettano di assumere una posizione conoscitiva partendo da tale spazio aperto di confronto. L’intenzione vuole essere quella di creare una lacerazione temporanea dei tessuti discorsivi tradizionali in grado di lasciare i segni permanenti (testuali) della sua esistenza.

PRESENTAZIONE DEL CICLO DI SEMINARI INTERDISCIPLINARI SUGLI STUDI DI GENERE

Proponiamo un ciclo di seminari di studi di genere, con funzione propedeutica all’approfondimento degli studi in materia e alla sensibilizzazione degli studenti e delle studentesse. Il ciclo avrà luogo da aprile 2014 a maggio 2014 e sarà strutturato in 8 incontri formativi da 3 ore ciascuno.

L’iniziativa prevede l’analisi, secondo un taglio di genere, di questioni di rilevanza attuale. Il seminario è patrocinato dal CUG dell’Università degli Studi di Torino.

Le potenzialità di questo progetto sono indiscutibili se allo spazio aperto dal seminario, nel contesto istituzionale torinese, si aggiunge l’analisi di temi ancora marginali nel contesto didattico.

L’obiettivo di lungo termine sarà quello di redigere una raccolta dei contributi seminariali che ci permettano di assumere una posizione conoscitiva partendo da tale spazio aperto di confronto. L’intenzione vuole essere quella di creare una lacerazione temporanea dei tessuti discorsivi tradizionali in grado di lasciare i segni permanenti (testuali) della sua esistenza.

E’ possibile il riconoscimento di 3 CFU* per la partecipazione all’attività formativa, compatibilmente con le possibilità e le disponibilità dei diversi Corsi di Laurea.

La partecipazione al ciclo di seminari è gratuita ed è necessario iscriversi mandando una mail ad altereva.torino@gmail.com

 

PROGRAMMA:

10.04.14 (ore 17-20, aula 8, Palazzo Nuovo)
Depatologizzazione del transgenderismo e dell’intersessualità: possibilità e ostacoli
Anna Lorenzetti – giurista, Università di Bergamo
Christian Ballarin – responsabile di Spo.T (sportello trans), associazione Maurice GLBTQ di Torino
Alessandro Comeni – attivista intersex, collettivo Intersexioni

16.04.14 (ore 16-19, aula 6, Palazzo Nuovo)
Autodeterminazione delle donne tra legislazione e lotte sociali
Eleonora Cirant – attivista, giornalista, blogger
Carla Quaglino – Casa delle donne di Torino
Graziella Gaballo – storica

05.05.14 (ore 17:30-20:30, Sala dell’Antico Macello, via Matteo Pescatore 7)
Tratta e sex work: indaghiamo sulle differenze
Pia Covre – Comitato per i diritti civili delle prostitute
Rosanna Paradiso-Presidente associazione Tampep
Feminoska – collettivo Intersezioni

8.05.14 (ore 17-20, aula 8, Palazzo Nuovo)
Oltre i generi: tempi queer
Cristian Lo Iacono – dottore di ricerca in filosofia ed ermeneutica filosofica
Liliana Ellena – Docente di storia contemporanea, Università degli Studi di Torino

15.05.14 (ore 17-20, aula 8, Palazzo Nuovo)
Medicalizzazione e sessualità: la costruzione sociale della salute sessuale
Lia Lombardi – sociologa, Università degli studi di Milano, Fondazione ISMU di Milano
Raffaella Ferrero Camoletto – sociologa, Dipartimento di Cultura, Politica e Società, Università degli studi di Torino
Francesca Salis – dottoranda in sociologia applicata e metodologia della ricerca sociale, Università degli studi di Milano-Bicocca

22.05.14 (ore 17-20, aula 8, Palazzo Nuovo)
Misure normative e forme di partecipazione delle donne alla vita pubblica
Maria Luisa Boccia – filosofa
Elisabetta Palici di Suni – docente di diritto pubblico comparato, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli studi di Torino

30.05.14 (ore 17-20, aula 10, Palazzo Nuovo)
La rappresentazione dell’omosessualità tra riforme legislative e costruzione sociale
Maria Spanò – Consigliera di fiducia dell’Università degli studi di Torino
Mia Caielli – Ricercatrice di Diritto pubblico comparato – Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Giurisprudenza – Cirsde
Chiara Bertone – docente di sociologia della famiglia, Università del Piemonte Orientale
Silvia Casassa – Famiglie Arcobaleno (Associazione Genitori Omosessuali)

12 giugno ore 18:00
Incontro serale di riflessioni conclusive 

Murazzi del po’ (gianca 2) , lato destro vicino all’aula studio Murazzi Student Zone
con il Prof. Maurizio Tirassa e la Dott.ssa Adelina Brizio (Dipartimento di Psicologia, Università degli studi di Torino)

* Per il riconoscimento crediti è prevista n. 1 assenza giustificata e una relazione scritta da produrre alla fine del ciclo

NB: titoli/date/orari/docenti possono subire lievi variazioni.

Collettivo AlterEva

www.altereva.it

altereva.torino@gmail.com

” Non si tratta di una minoranza oppressa che si organizza su questioni valide ma pur sempre minori. Si tratta della metà del genere umano che afferma che ogni problema la riguarda, e chiede di prendere la parola su tutto. ”

Robin Morgan

27 marzo 2014 20:21 1 comment

IO DECIDO – 8 MARZO 2014

IO DECIDO – 8 MARZO 2014

Da tempo assistiamo a gravi attacchi alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo e sulla propria sessualità. È recente, in Spagna, la proposta di legge del governo del partito popolare conservatore di Rajoy che, oltre a riaffermare l’obiezione di coscienza per tutto il personale medico, introduce drastiche limitazioni alla possibilità di interrompere la gravidanza, attribuisce l’esclusiva decisione ai medici e riporta l’aborto a essere un reato.

Nella stessa direzione si colloca la bocciatura da parte del Parlamento europeo della risoluzione Estrela, che intendeva impegnare gli Stati della UE a mettere al centro delle proprie politiche sociali i diritti sessuali, la lotta alle discriminazioni basate su genere e orientamento sessuale e l’autonomia di scelta delle donne.
Anche in Grecia, fra le pesanti limitazioni del welfare dovute alle politiche di austerity, l’interruzione volontaria di gravidanza é stata eliminata dalle prestazioni gratuite e garantite dal sistema sanitario nazionale.
L’ovvia conseguenza di queste limitazioni e privazioni sarà l’aumento degli aborti clandestini, ai quali saranno maggiormente esposte le donne migranti.

Autodeterminazione è un aborto libero e sicuro

In Italia la legge 194, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza, rischia sempre di più di non essere applicata dal momento che 7 medici su 10 sono obiettori di coscienza.

In Piemonte, cosi come in altre regioni, i movimenti antiabortisti, con il sostegno della Giunta regionale Cota, si fanno strada all’interno di consultori, ospedali pubblici e, recentemente, anche nei luoghi della formazione, trasformandoli in luoghi di predica e propaganda.
La nostra regione, come il Lazio, il Veneto e la Lombardia, è stata usata come “banco di prova” nella prospettiva di ridefinire la legislazione nazionale in materia di interruzione volontaria di gravidanza.

Questa tendenza è conseguenza di una strategia politica che ripudia il principio di laicità dello stato e mira a ridurre gli spazi di autonomia e libera scelta di poter vivere liberamente la propria sessualità, non solo delle donne ma di tutt*.
Autodeterminazione è poter vivere liberamente la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere a prescindere dal sesso biologico

Invece di limitare la libertà di scelta, costruiamo percorsi di consapevolezza e liberazione, quali la prevenzione, la contraccezione, la valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole.

Autodeterminazione è consapevolezza
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita

Invece di limitare la libertà di scelta, creiamo una società che includa le donne e le metta in condizioni di poter scegliere davvero. Bisogna spogliarsi delle ipocrisie e dare delle risposte concrete per migliorare le condizioni materiali di vita delle donne: garantire un welfare e un lavoro che consenta loro di essere indipendenti, un sistema di tutele sul lavoro che permetta alle donne che lo scelgono di essere madri.

Autodeterminazione è scegliere di essere madre

Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che ci unisca tutte a difesa del principio di autodeterminazione.
Sul corpo delle donne, decidono le donne!

8 MARZO ore 14:30 -Piazza Vittorio

 

LINK Iniziativa  https://www.facebook.com/events/1469457046603154/?ref_newsfeed_story_type=regular

24 febbraio 2014 16:05 0 comments

#Paestum2013 Pratiche di autodeterminazione: corpi e sessualità

#Paestum2013  Pratiche di autodeterminazione: corpi e sessualità

Proposta di laboratorio

di Collettivo Altereva

Crediamo che nessuna pratica, nessuna relazione possano essere vissute pienamente da protagoniste senza partire dalla consapevolezza della propria sessualità e del proprio corpo. Le relazioni di potere in cui siamo coinvolte quotidianamente tentano di dare forme ai nostri pensieri, di limitare gli spazi di agibilità che ci sono concessi e di modellare i nostri corpi. Corpi che diventano la piazza pubblica nella quale si svolgono le lotte di dominio: dalla violenza all’aborto, dalla mercificazione alla medicalizzazione (etc). Ed è proprio attraverso questi luoghi e le conseguenti narrazioni che l’oppressione patriarcale agisce nelle nostre relazioni, nella società; nel pubblico come nel privato. Da queste riflessioni scaturisce la nostra idea di un laboratorio gestito attraverso tecniche alternative di partecipazione,per formarci reciprocamente partendo dalle nostre esperienze e confrontandoci. Cerchiamo parole, movimenti, pratiche, spazi, intersezioni. Questo laboratorio è risultato di un percorso che abbiamo costruito iniziando con la proposta di un altro punto di vista sulla sessualità alle/ai ragazz* delle scuole superiori, “sex choices”, per arrivare all’organizzazione di “Plaza del sexo”, un festival di sperimentazione collettiva. Nell’ immaginare questo laboratorio ci siamo lasciate pervadere da tutte queste esperienze che hanno tracciato il nostro percorso di liberazione e ora vorremmo cogliere l’occasione per condividerle e farci contaminare da altre esperienze.

http://paestum2012.wordpress.com/2013/09/26/pratiche-di-autodeterminazione-corpi-e-sessualita/#more-1942

 

*ringraziamo per la grafica la compagna Pornomomento di Maracaibo

1 ottobre 2013 21:43 0 comments

omo-transfobia: non restiamo a guardare!

omo-transfobia: non restiamo a guardare!

22.09.2013 –  ANDREMO A CONTRASTARE A CASALE MONFERRATO l’AGGRESSIONE IDEOLOGICA DELLA DIOCESI DI CASALE E DEL MOVIMENTO PER LA VITA CONTRO LE TEORIE DEL GENERE LE PERSONE LGBT.

stiamo organizzando LA LOGISTICA:

VUOI PARTECIPARE? hai un macchina da mettere s disposizione? hai dei posti in macchina, SCRIVICI!

PARTENZA ORE 19:00 DA TORINO———(domenica 22 settembre 2013)

Sono passati pochi giorni dalla votazione sulla legge contro l’omofobia e la transfobia, svuotata di senso da un emendamento che permette, in nome di una falsa “libertà di opinione” l’organizzazione di associazioni, partiti e gruppi che propagandino discriminazione e violenza non soltanto nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender, ma addirittura di qualunque gruppo sociale che, per etnia, opinioni, credo, genere, non si uniformi al pensiero unico delle maggioranze dominanti: ciò è palesemente contrario all’art. 3 della Costituzione.

Oltre a questo, dobbiamo constatare che una fazione agguerrita di cattolici, ponendosi addirittura in contrasto la più alta autorità Cattolica stessa, il Papa, che si domanda “Chi sono io per giudicare gli omosessuali?”, pur di portare avanti le proprie tesi, sta già approfittando di questa possibilità equiparando l’omofobia e la transfobia all’abolizione dell’uomo, come questa sera.

E’ falso che le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans e transgender sono malate.E’ falso che possono guarire, i malati possono guarire, l’amore NON è una malattia!E’ falso che siano una minaccia per la pace. La pace è minacciata dall’odio, e l’odio è fomentato dall’ignoranza, dal pregiudizio e dalla discriminazione.

Coloro che propagandano le più retrive posizioni (pseudo)scientifiche sul gender, in un tentativo nemmeno molto velato di far passare le persone “diverse” (omosessuali, bisessuali, transessuali) come malate e contro natura, non possono che ricordarci che, durante i tragici anni dell’ascesa del nazismo, furono proprio scienziati collaborazionisti, medici, ricercatori, giuristi e professori universitari, a giustificare le teorie e gli atti della politica razziale del Terzo Reich, fornendo il sostegno teorico per mandare a morte milioni di innocenti, ebrei, zingari, persone di “sanguemisto”, omo e transessuali non “procreativi”, disabili.

La pesantezza e la gravità di queste teorie non solo contro la comunità glbt e i diritti umani e civili delle persone, ma contro la comunità scientifica e la cultura in generale, ha comunque avuto una ricaduta positiva, la ri-creazione di una serie di legami, relazioni, reti che stanno rispondendo e risponderanno con iniziative, azioni, progetti proprio perché antepongono la Libertà della persona, di ogni persona, a ogni sorta di dogma o assurda teoria che li metta in pericolo, questo anche al di là delle proprie convinzioni e del proprio credo.

Per questo fin da ora vi invitiamo a sentire un’altra versione, a non prendere come verità assolute – solo perchè appoggiate dalla parte della Chiesa Cattolica più retriva e bigotta – teorie che nel mondo scientifico sono bollate come assurdità. Vi invitiamo a partecipare alla proiezione, e successivo dibattito, del documentario Così è (se vi pare) che quanto prima proietteremo presso il circolo Arci Pantagruel con l’appoggio di tutti coloro che, alla discriminazione e a paventate “abolizioni dell’uomo”, oppongono il Rispetto dell’altro e l’Amore che, ci preme ricordarlo, è requisito indispensabile per la costruzione di ogni tipo di famiglia.

 

ALTEREVA – ARCI PIEMONTE – ARCI TORINO – ARCI ALESSANDRIA – CIRCOLO ARCI PANTAGRUEL – OFFICINE CORSARE – ALTERA – TREPUNTOZERO – CONSULTA TORINESE PER LA LAICITA’ DELLE ISTITUZIONI – COORDINAMENTO TORINO PRIDE GLBT (Agedo Torino, Arcigay Torino, Lambda, Famiglie Arcobaleno, Gatto Nero, Quore, Certi Diritti, Viottoli, CSD Ferruccio Castellano, Gayitineris, L’altra martedì, Fenice, Gruppo Luna, Gruppo Pesce, L’altra Comunicazione, Maurice GLBTQ, Rete Genitori Rainbow) – TESSERE LE IDENTITA’ – VOCI DELLA MEMORIA

 

22 settembre 2013 13:58 0 comments

callforfeminisms ## vieni a Paestum con AlterEva!

callforfeminisms ## vieni a Paestum con AlterEva!

Il 4, 5, 6 ottobre si terrà a Paestum un incontro nazionale di donne, di femministe, per condividere riflessioni e prospettive. (ecco il blog! http://paestum2012.wordpress.com/)- di seguito la lettera d’invito –

 

Noi parteciperemo! 

 

“Spazi, relazioni, persone, potere, conflitti possono essere ripensati, anzi sovvertiti ed è proprio il femminismo quella brezza che ci trasporta verso altri luoghi, altri immaginari.”

 

Per chi vuole fare il viaggio e alloggiare con noi può:

-scriverci

-venire la prossima settimana giov 12 alle 21:00 alla nostra riunione alla casa delle donne, via vanchiglia 3

 

viaggio — i biglietti più convenienti:

 

– Andata Torino-Napoli –> volotea 20 euro  — 4/10

– Ritorno Napoli-Torino –> meridiana fly 47 euro — 6/10

 

Per chi ha altre esigenze orarie vi consigliamo di consultare il sito di:

trenitalia.it

italotreno.it

 

Sistemazione in Casa con noi:

– 10 euro a testa a notte (posti limitati da riservare)

 

LETTERA DI INVITO A PAESTUM 20134, 5, 6 OTTOBRE

 

LIBERA ERGO SUM

LA RIVOLUZIONE NECESSARIA. LA SFIDA FEMMINISTA NEL CUORE DELLA POLITICA

Libere davvero. Libertà è poter essere, poter scegliere, poter desiderare. È una pulsione naturale, un bisogno palpabile, una lotta irrinunciabile. Voglia di libertà è quello sguardo sul mondo che rivendica un diverso stato delle cose. Spazi, relazioni, persone, potere, conflitti possono essere ripensati, anzi sovvertiti ed è proprio il femminismo quella brezza che ci trasporta verso altri luoghi, altri immaginari.

La libertà delle donne è oggi pericolosamente messa in discussione, in ogni ambito della vita, dal tentativo di negare conquiste che sembravano consolidate al manifestarsi di nuove forme di dominio. Il presupposto per dirsi davvero libere è in primis l’aver accesso ai mezzi per condurre una vita dignitosa. Quella di cui stiamo parlando è un’emergenza: le condizioni materiali di vita sempre più precarie, i tagli ai servizi pubblici essenziali, non solo ci condannano ad un’esistenza parziale, una “sopravvivenza”, ma ci rendono anche costantemente ricattabili.

Il femminismo, oggi come ieri, è una lotta di libertà, un desiderio di rivoluzione. Paestum 2013 nasce quindi da un’urgenza, l’urgenza di incontrarsi, proporre alternative, l’urgenza di trovare una strada che ci permetta di essere libere, o almeno che ci offra la possibilità di provarci. Si tratta di riattualizzare le pratiche politiche che, storicamente, appartengono al femminismo: il partire da sé come modo di guardare al mondo e alle relazioni. Ma si tratta anche di immaginare nuovi modi, nuove possibilità.

Se la libertà si dà essenzialmente nella relazione e non è mai, come vorrebbe il liberalismo, una condizione del singolo, inteso come atomo separato, è anche nella relazione che si possono immaginare nuove pratiche.

La creatività politica come pratica collettiva è qualcosa che appartiene al femminismo.

Paestum 2012

Nel 2012 ha avuto luogo a Paestum l’incontro nazionale Primum Vivere. È stata vissuta così un’esperienza epocale: 1000 donne si sono incontrate e hanno ripreso, insieme, le fila di un discorso il cui livello nazionale era stato interrotto quasi quarant’anni prima. Da quell’esperienza si sono irradiate nuove energie per tutte le donne che vi hanno partecipato, e non solo. Questo è il punto di partenza per rinnovare l’esperienza di quell’incontro. Facendo un passo in più. Dando come acquisito il lavoro svolto l’anno passato, ora si tratta di alzare la posta in gioco.

Perché incontrarsi di nuovo?

Sappiamo per esperienza che le donne, attraverso la conquista costante della propria liberazione, hanno rifiutato “la Donna”, la riduzione e astrazione di sé stesse in un gruppo omogeneo. Con questa consapevolezza della pluralità guardiamo ai percorsi politici che le donne intraprendono, assumendo le proprie differenze come un dato positivo, in grado di dare di una spinta vitale e propulsiva che nessuna unificazione potrebbe dare. Ma sappiamo anche che la pluralità, se non sostenuta da un confronto autentico, rischia di sfumare in dispersione e frammentazione, in specificità che portano all’isolamento – concettuale, e dunque politico – delle tante questioni aperte. L’invito a Paestum vuole andare in questa direzione: desiderare di incontrarci di persona significa anzitutto assumere la pluralità come presupposto di percorsi comuni, che non snaturino le nostre differenze ma, al contrario, la arricchiscano. Non una dinamica fusionale di assimilazione, bensì l’incontro nel rispetto reciproco dei percorsi differenti. In questo senso invitiamo a partecipare singole, gruppi, associazioni: l’invito a Paestum 2013 vuole essere nello spirito dell’apertura e del riconoscimento reciproco, per riprendere a tessere la politica delle donne nella mutua consapevolezza dell’esistenza dell’altra.

Un incontro aperto

Paestum 2013 vuole essere un incontro in cui ogni donna si senta libera di partecipare, di esprimersi, di dare il suo contributo nella prospettiva, eminentemente politica, di produrre un cambiamento: essere lei stessa, lei nella relazione con l’altra e le altre, il motore di quel cambiamento. Il primo sforzo che intendiamo compiere è quindi quello di rendere questo incontro il più aperto possibile. Vorremmo infatti che fossero presenti tutte quelle singole, gruppi, associazioni che se anche non riconducibili in maniera diretta al femminismo come punto di vista teorico, nondimeno siano nate sul solco di quella tradizione, prodotto concreto di quelle lotte e di quelle idee. Pensiamo a tutte coloro che si dedicano alla libertà femminile e lo fanno nella pratica quotidiana: chi, a vario titolo, si occupa di sessualità, violenza e discriminazioni è invitata ad essere presente a Paestum per condividere la propria esperienza. Ma pensiamo anche quelle ragazze più giovani che di femminismo hanno forse solo sentito parlare, ma che ugualmente vivono il peso di un patriarcato che cade nella violenza, nei “delitti d’onore” mascherati da passione, ritorna nella dipendenza economica dagli altri, ma anche solo nell’impossibilità di seguire la propria strada, di perseguire la propria libertà.

Come incontrarsi

Acquisendo Paestum 2012 come punto di partenza, proponiamo per l’incontro di quest’anno una focalizzazione diversificata sulle questioni aperte e urgenti. La mattina di sabato 5 ottobre sarà dedicata a un’assemblea plenaria di apertura, mentre la mattina di domenica 6 ottobre a una plenaria conclusiva. Nel pomeriggio di sabato proponiamo di dividere il lavoro in Laboratori dedicati a temi specifici. Paestum è aperta! all’iniziativa e al contributo di tutte. Quella che segue perciò è una lista di temi suscettibile di modifiche in base agli interessi che via via emergeranno e saranno proposti. La struttura del lavoro nei Laboratori rimarrà, così come in plenaria, orizzontale e volta alla maggiore partecipazione e condivisione possibili.

1. Corpi femminili e godimento

2. Cura di sé, delle relazioni, del mondo

3. Salute delle donne e aborto

4. Maternità e non maternità

5. Nuovi diritti e nuovi rovesci

6. Violenza, femminicidio

7. Tratta

8. Sex work

9. Reinventare il lavoro e l’economia

10. Tra donne, senza frontiere: donne migranti e seconde generazioni

11. La costruzione dell’immagine delle donne nei media

12. Pedagogia della differenza

13. Autogoverno come pratica politica

14. Sessualità e autodeterminazione

Una sfida di economia condivisa

Infine, in vista di questo incontro nazionale, vogliamo proporre a tutte una pratica di condivisione dell’economia, e riappropriarci di questa parola – oggi carica solo di significati negativi – in quanto nostra esperienza di comunità. Ci preoccupa infatti che i costi necessari per raggiungere e alloggiare a Paestum possano scoraggiare, o addirittura impedire ad alcune donne di partecipare. In questo incontro vorremmo quindi proporre un esempio di economia del dono, che rinsaldi le relazioni di fiducia tra noi e che sia effettiva pratica di cooperazione. Ci rivolgiamo a tutte le interessate all’incontro, e anche a chi desidera che esso si possa attuare il più ampiamente possibile, al di là della propria personale partecipazione. Per far esistere Paestum 2013 è costituito ilFondo “Paestum: economia delle relazioni tra donne”: con gli introiti saranno ridotti i costi di partecipazione per chi ne farà richiesta (maggiori informazioni qui). Vogliamo proporre questa come una pratica che si oppone alle logiche patriarcali del profitto e della competizione, e dare vita a un esempio virtuoso di cura delle relazioni.

 

Anna Maria Bava, Barbara Cassinari, Chiara Melloni, Elena Marelli, Elisa Costanzo, Gabriella Paolucci, Giulia Druetta, Ilaria Durigon, Laura Capuzzo, Laura Colombo, Maria Bellelli, Nadia Albertoni, Rosalba Sorrentino, Sabina Izzo, Sara Gandini, Silvia Landi, Stefania Tarantino, Tristana Dini, Valeria Fanari

"Spazi, relazioni, persone, potere, conflitti possono essere ripensati, anzi sovvertiti ed è proprio il femminismo quella brezza che ci trasporta verso altri luoghi, altri immaginari."

“Spazi, relazioni, persone, potere, conflitti possono essere ripensati, anzi sovvertiti ed è proprio il femminismo quella brezza che ci trasporta verso altri luoghi, altri immaginari.”
4 settembre 2013 01:02 0 comments