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Programma

Mercoledì 27 Novembre

“Tutta casa, letto e chiesa”: di Franca Rame e Dario Fo
con MARINA DE JULI

 

 

Lo spettacolo si compone di monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile:
“La donna sola”, una donna che ha tutto all’interno della propria casa, vive secondo i canoni offerti dalla tv, ma non ha la cosa più importante, il rispetto da parte del marito e la fiducia in se stessa. Scopre una dirimpettaia che non aveva mai visto e le confida, in un narrare tragicomico, la sua vita. “Il risveglio”: un brano per ridere e per riflettere che porta alla ribalta tutto l’universo di sentimenti ed emozioni a lungo represse dalla donna d’oggi, risucchiata dallo stress della vita quotidiana e dai ritmi che il “sesso debole” è costretto a tenere, diviso tra casa e lavoro. La seconda parte dello spettacolo è dedicata all’argomento “sesso”. Se ne parla sia attraverso un’esilarante lezione d’orgasmi sia con un’antica giullarata, piena d’umorismo, di poesia e con una morale, dal titolo “La parpaja topola”. Uno spettacolo tra il comico e il grottesco che si dipana fra un’ironia sapiente e uno slancio alla riflessione, all’impegno sociale, tra i tanti perché lasciati senza risposte. Tutto visto con gli occhi delle donne che non hanno perso la capacità di ridere guardandosi allo specchio.

 




 

Mercoledì 4 Dicembre

 

“Guerra Maschile. L’eliminazione casalinga delle donne, una scena contemporanea” di/con
Claudio Canal e la partecipazione scenica e tecnica di Silvia Genta

 

Guerra Maschile è una proposta scenica di riflessione maschile sulla fine del patriarcato e della sua legittimità, che non coincidono affatto con l’esaurimento del potere maschile.
Materiali sonori e video sostengono la messa in scena della violenza “casalinga”.
Viene anche offerta un’ampia documentazione. Claudio Canal è attivo in ambiti diversi. Collabora al Il Manifesto, a L’Indice e ad altre testate. Oltre all’attività come musicista, come formatore nelle scuole e in collaborazione con diverse Università, svolge un’intensa attività teatrale.
I titoli presentati recentemente sono: Passione secondo Pasolini, Due cuori e un capannone, Ana Blandiana, poeta europea, To Tav or not to Tav, Pinot Gallizio e Guy Debord, una relazione alchemica, C’era due volte lo scrittore Gianni Rodari ecc.




Promuove iniziative di discussione/approfondimento su temi culturali e politico/sociali.
Il portfolio completo in http://www.scribd.com/doc/145618082/
Claudio-Canal-e-Bequadro-Portfolio-2013
Silvia Genta, formazione universitaria nell’ambito dell’antropologia culturale e della romenistica [ha recentemente fruito di una borsa di studio presso l’università di Timisoara]. Da alcuni anni in formazione per la danza contemporanea. Ha seguito laboratori teatrali con Laura Curino e con Michele Di Mauro. Con la compagnia
Mani.Festanti ha partecipato dal 2004 a diverse performances teatrali in varie scene dell’Italia Settentrionale. Partecipa a readings di stampo letterario e sociale e alle produzioni teatrali dell’associazione Bequadro coordinata da Claudio Canal.

 

Mercoledì 11 Dicembre

“Malamore” di Almateatro di/con Elena Ruzza e Vesna Scepanovic Pianoforte: Barbara Pungitore

Storie di resistenza , di forza e fragilità sulla condizione della donna.

Lettura di Brani tratti dalle opere di Fatima Mernissi, Gioconda Belli, Jasmina Tesanovic, Assia Djebar,Natalia Ginzburg, Alda Merini,Virginia Wolf, Luisa Passerini,Suad Amiri, Barbara Spinelli, Loredana Lipperini

La donna avanza nella sua evoluzione,aquisisce una sua personalita’ giorno dopo giorno,lotta e si sforza,affronta i problemi con decisione,fa fronte alla vita.
Di fronte a questo cambiamento femminile, l’uomo si impaurisce ed avverte una nostalgia malincolica per quei tempi in cui le donne non avevano altra occupazione che quella di soddisfare le sue esigenze erotiche e domestiche.
in alcuni uomini esaltati la paura si trasforma in una forte reazione di odio e rancore;la loro dignita’ da gallo non puo’ permettere che che una donnA-NON ESAURISCA LA SUA ESISTENZA AL SERVIZIO DEI DESIDERI DELL’UOMO .
Questo spiega alcuni dei delitti chiamati passionali,ma non l’amore
E questa donna nuova non rinnega ne’ prova rancore nei confronti dell’uomo,perche’non si sente sottomessa a lui.Pero’ esige da lui uno spirito degno del suo:gli chide(invece del mefistofelico collare) un ideale che dia una prospetiva alla loro vita,un’ effettiva unita’ alla loro unione.
E’ stato cosi rapido il cambiamento della donna nelle sue esigenze che l’uomo, sconcertato, inadeguato, non e’ in grado o non vuole, in genere, soddisfarle.

Per la costruzione di nuovi diritti.

La libertà è difficile e richiede impegno, presenza, costanza. E ,ancora, consapevolezza, senso di responsabilità. Capacità di confrontarsi, fino in fondo, con i problemi della società, della comunità in cui viviamo. Con i problemi tutti: anche quelli più scabrosi, che si tende a rimuovere. Come la violenza sulle donne, contro le donne.
Per informazioni : Elena Ruzza  – Vesna Scepanovic

 

“Senza titolo”

di Marta Lodola, performance ideata per la Giornata Internazionale contro le violenze sulle donne.

L’essere donna, in molte culture, conserva ancora quel bagaglio di responsabilità, costrizioni e privazioni che codificano il genere in una sorta di scissione. Da una parte la donna rappresenta la sacralità e la bellezza in ogni sua forma, dall’altra rappresenta l’essere giudicabile, l’oggetto sessuale e privo di potere, meritevole di pena.
In questa duplice concezione l’immagine della donna mantiene, al suo interno, una serie di idee prestabilite che ingabbiano la sua vita in schemi di pensiero caricandola di un enorme peso, che è costretta a portare su di sé. Pertanto il corpo della donna è offeso non solo dalla violenza fisica, ma anche da una violenza di tipo sociale e culturale.
Il gesto di un dono, ripetuto e sempre meno veritiero, traduce la cura della persona e la dichiarazione di uno status in un enorme peso da sopportare.
Ma in una situazione di difficoltà la forza di una donna può cercare una via di uscita, può darsi la possibilità di evadere e abbandonare ciò che la costringe. E’ una scelta difficile, che richiede un grande sforzo, ma è possibile.

Lunedì 16 Dicembre

Ore 16.00 presso l’Università degli Studi di Torino, (aula in via di definizione)
“La politica sul femminicidio: interventi normativi e narrazione mediatica” con Luisa Betti, giornalista per il Manifesto e Barbara Spinelli, avvocata, Giuristi Democratici, consulente dell’ONU per I Femminicidi

 

Luisa Betti



Convenzione di Instanbul e media

Rassegna stampa: Luisa Betti, il manifesto

Barbara Spinelli

Wikipedia
Femminicidio, strage che si può fermare (Barbara Spinelli, L’Unità)


Ore 21.30 presso I Murazzi Student Zone

L’Origine del Male

a cura di Gianluca Bottoni
con Giovanna Asia Savino tratto da alcuni racconti brevi di Roberto Bolano, lo scrittore che in “2666” ha stigmatizzato i femminicidi messicani. fotografo Christian Baldin

 

Nella messa in scena molto banalmente un poliziotto in perlustrazione annoiato violenta una sconosciuta nella casa di lei.
Il tutto però non è strenua difesa dell’innocenza femminile ma evidenzia la banalità e quasi scontatezza dell’atto di violenza, ne evidenzia addirittura il rituale noioso.ad affermare che questa ormai non è più nemmeno la normalità ,ma una sorta di sospeso nulla, nel nulla sospeso in cui viviamo. Lo spettacolo è andato in scena all’interno dell’ omaggio che il “SALONE OFF” del libro ha reso al Cile paese ospite.

Parte del percorso di costruzione sulle pagine 

 

 

“Donde viene dunque il male? Forse che la materia usata era cattiva ed egli, nel darle una forma ed un ordine vi lasciò qualche parte che non cambiò in bene? E perché mai sarebbe successo questo? Non era forse in suo potere, lui che è l’onnipotente, convertirla e trasformarla in maniera che non vi restasse alcunchè di male?”(Agostino)

PRENDIAMO UNA MATERIA APPARENTEMENTE BUONA E PROVIAMO A VEDERE SE IN DETERMINATE CONDIZIONI POSSA CREARE UN SENSO DI FASTIDIO CHE PER ORA NON SAPPIAMO COSA SIA ESATTAMENTE E DOVE RISIEDA SE NON NELLA NOSTRA ” NAZISMITA’ “

ANGIOLETTI // DIAVOLETTI ,prova attraverso uno studio teatrale a decentrare sado e maso, piacere e dolore. Un esperimento in vari luoghi e situazioni;e in vari episodi che in futuro potrebbe diventare un unico spettacolo.