(DIS)CRIMINI INVISIBILI, alla ricerca degli indizi nascosti

(DIS)CRIMINI INVISIBILI – ALLA RICERCA DEGLI INDIZI NASCOSTI      visita il sito! www.discrimini.it

“Non è mai venuto meno in me lo stupore di fronte…al fatto che l’ordine stabilito,con i suoi rapporti di dominio,i suoi soprusi, i suoi abusi, i suoi privilegi, le sue ingiustizie, si perpetui in fondo abbastanza facilmente….e che le condizioni di esistenza più intollerabili possano tanto spesso apparire accettabili e persino naturali … “ (P. Bourdieu)

Le parole e lo stupore espressi dal sociologo francese Pierre Bourdieu, hanno ispirato l’impianto del progetto, che si svilupperà attraverso  un percorso partecipativo volto ad individuare la logica di dominio sottesa a eventi o narrazioni di discriminazioni di cui i giovani e le giovani sono testimoni diretti o indiretti.

Le tappe del percorso sono:

1- informazione/sensibilizzazione di alcune classi di 4 scuole superiori di Torino (IIS G. Giolitti, IIS A. Einstein, IIS A. Steiner, Liceo Internaz. A. Spinelli) e informazione/sensibilizzazione/formazione di un gruppo di studentesse e studenti universitari (tirocinanti selezionati) sulle sei aree di discriminazione individuate dall’Unione Europea  e sull’utilizzo di metodologie partecipative per diventare agenti moltiplicatori di consapevolezza e di cambiamento;

2- partecipazione del gruppo ad un laboratorio teatrale e alla realizzazione di due prodotti di educational/edutainment (un’azione scenica e  un video racconto dell’esperienza a fini didattici);

3- diffusione dei prodotti realizzati  presso scuole medie superiori delle province piemontesi mediante iniziative strutturate, la realizzazione di un sito web, l’uso di social networks e altri canali di diffusione;

4 – utilizzo di una piattaforma informatica dedicata come elemento trasversale e strumento di collegamento tra le scuole coinvolte e il gruppo di lavoro, per la  raccolta di testimonianze, la diffusione dei materiali e quale forum di confronto.

L’elemento per eccellenza di integrazione tra tutte le forme di discriminazione può essere individuato  nel modello dominante/dominato che pervade tutti i fenomeni sociali di disuguaglianza e di violenza. A partire dal grande tema delle discriminazioni di genere, il percorso mira a mettere in luce come “condizioni di esistenza intollerabili possano tanto spesso apparire accettabili e persino naturali”, in virtù di schemi inconsci di percezione e di valutazione (P. Bourdieu).

Il progetto promuove la diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione fornendo a studentesse e studenti appartenenti ad atenei e scuole medie superiori alcuni strumenti necessari per decostruire tali modelli e diventare agenti di cambiamento sociale.

Illustrazione degli elementi/aspetti di integrazione tra le diverse aree di discriminazione nello sviluppo del progetto

Corridoio di una scuola superiore dopo l’intervallo. Sono presenti una ragazza e un ragazzo che discutono animatamente. Non troppo lontano un gruppetto di coetanei assiste alla scena. Ad un certo punto il ragazzo prende per le spalle la ragazza e, urlando, la scuote violentemente. Nessuno dei presenti alza un dito. Richiamata dal baccano, arriva un’insegnante che interviene d’autorità per fare cessare l’alterco, dopo di che chiede ai presenti perché non siano intervenuti in soccorso della compagna. Risposta: “Perché lui è il suo ragazzo”.

Questo episodio esemplifica in modo emblematico un fenomeno straordinariamente ordinario,  il fenomeno, cioè, del “potere ipnotico del dominio” (Virginia Woolf), che si verifica quando si sospende il giudizio su un rapporto di palese prevaricazione, giustificata dal diritto al possesso, ritenuto ovvio e “naturale” nei rapporti d’amore.  E così, il gruppetto dei testimoni dell’ episodio presumibilmente ritiene “naturale” che il ragazzo  sia “aggressivo”  con la “sua” donna e che la ragazza sia “debole” o che quanto meno riconosca nella rivendicazione, quale che sia,  del suo aggressore un segnale del suo “amore” per lei. Anche gli uomini restano prigionieri e vittim­e della rappresentazione dominante, perché il prezzo dell’esaltazione dei valori maschili lo pagano con le paure e le angosce che la femminilità suscita, ed “è appunto questa vulnerabilità che porta, paradossalmente, all’investimento, a volte forsennato, in tutti i giochi di violenza maschili…..in modo particolare quelli più adatti a produrre i segni visibili della mascolinità e a manifestare e provare le qualità dette virili” (P. Bourdieu).

L’emarginalizzazione, lo sfruttamento, la discriminazione delle donne, le violenze che esse subiscono a causa dell’organizzazione della/delle società secondo il principio androcentrico costituiscono il grande tema trasversale a quasi tutte le culture e a tutte le epoche storiche a partire dal quale vogliamo tentare di rintracciare il filo rosso che interseca tutti i tipi  di disparità sociali. In particolare, nel considerare più approfonditamente le sei aree  individuate dall’UE, rintracceremo l’elemento per eccellenza di integrazione tra tutte le forme di disuguaglianza e discriminazione nel modello dominante/dominato. Il percorso proposto mira a mettere in luce come “condizioni di esistenza intollerabili possano tanto spesso apparire accettabili e persino naturali”, in virtù di schemi inconsci di percezione e di valutazione (violenza simbolica, P. Bourdieu). Anche laddove non vi sia diretta azione fisica, l’imposizione e la pervasività, tuttora sopravviventi nelle nostre strutture cognitive e sociali, del “modello androcratico-dominatore” (M. Gimbutas), fa sì che il mondo venga percepito e pensato sia dai soggetti dominanti sia da quelli dominati attraverso polarizzazioni imprescindibili. “La violenza simbolica agisce sulle categorie cognitive del dominato che, per pensare il proprio rapporto con il dominante, dispone solo di strumenti di conoscenza che ha in comune con lui e che, essendo semplicemente la forma incorporata della struttura del rapporto di dominio, fanno apparire tale rapporto come naturale” (P. Bourdieu),

Con i giovani e le giovani coinvolte/i nel progetto non ci si proporrà di scoprire il “perché” di ogni discriminazione o violenza testimoniata dalle narrazioni raccolte via web, ma ci si adopererà tutte/i insieme nella decostruzione dei fenomeni narrati allo scopo di individuarne il minimo comun denominatore nel modello dominante/dominato e di verificare come tale modello informi, ratificandolo, l’ordine sociale facendolo apparire “naturale” e non, invece, storicamente costruito. Allo scopo sarà funzionale la messa in scena di alcune narrazioni in cui le parole e i gesti seguiranno un “filo” che condurrà il pubblico a connettere tra di loro le storie narrate per risalire alle fonti delle discriminazioni e per indagare sulla concatenazione degli eventi in ogni storia. Si utilizzerà il linguaggio teatrale per entrare nelle vicende e al tempo stesso per mettere in atto una “distanza” capace di consentirne l’analisi.   Le narrazioni di violenze e discriminazioni, quale che sia l’ambito in cui sono avvenute (genere, origine etnica, religione, disabilità, età, orientamento sessuale, incluse le discriminazioni multiple), costituiranno dunque le “scene del crimine” e come tali saranno esaminate dai “detectives”/formatori/allievi utilizzando le lenti di ingrandimento, cioè gli strumenti di analisi, acquisite con la formazione e la rappresentazione teatrale. Poiché il materiale testimoniale è fornito dalle studentesse e dagli studenti  delle scuole superiori coinvolte nel progetto, e dunque sarà selezionato in funzione della loro percezione, sia pure con l’accompagnamento delle/degli insegnanti,  la relativa raccolta via web sarà di ulteriore interesse per capire meglio lo sguardo con cui “i giovani” guardano il mondo.

Il progetto prevede oltre la realizzazione di uno  spettacolo teatrale, anche di un video-racconto dell’intero percorso.

Modalità di diffusione del progetto

Le/i destinatarie/i del progetto sono le/i giovani provenienti sia dall’ambiente universitario che da quello scolastico. Si è dunque ritenuto necessario adottare diversi strumenti di diffusione e di comunicazione.

Per raggiungere il target delle/dei destinatarie/i i prodotti verranno diffusi anche e  soprattutto mediante i mezzi informatici, in quanto ampiamente utilizzati dalle/dai giovani. La rappresentazione teatrale e il successivo dibattito partecipato avranno come destinatarie/i studentesse e studenti delle scuole medie superiori; il teatro scelto per la prima rappresentazione teatrale permetterà a giovani provenienti da diversi istituti torinesi di partecipare all’incontro. Con l’ausilio degli assessorati di parità delle province e dell’USR verranno coinvolti anche le/i giovani del territorio piemontese, portando nelle scuole l’azione scenica dal vivo e/o il video-racconto,  garantendo così maggior interattività e il  confronto sia con le/gli esperte/i che con le/i tirocinanti.

Il prodotto sarà, inoltre, inserito in un apposito sito-web per permettere l’accesso ad una più ampia utenza; verrà ulteriormente diffuso sui social-network, in quanto è tra i metodi informativi più utilizzati dalle/dai giovani. Infine, riteniamo efficace ai fini della diffusione del prodotto finale e intermedio del progetto anche l’uso di metodi definibili “tradizionali” quali la distribuzione di materiale informativo cartaceo, volantini, brochures, stickers.

Associazioni partner:

Associazione ProgettarSi, capofila, operante nella scuola dalla sua fondazione (1998) e presente nella rete di enti che collaborano con l’USR con interventi sul disagio socio relazionale e ambientale nell’ambito del progetto “Osservatorio sul bullismo”.

AlmaTeatro

AlterEva (associazione di studentesse universitarie)

Associazione Persefone (giovani laureate/i specialiste/i in percorsi di partecipazione e sviluppo)

Associazione GIOSEF (Giovani Senza Frontiere)

 

Inoltre daranno supporto al progetto e saranno coinvolti a vario titolo

Amnesty International

Centro di supporto e ascolto DEMETRA-AOU San Giovanni Battista di Torino

 

Fra le Pubbliche Amminisrazioni:

Assessorato PO Comune di Ivrea

Servizio PO e Politiche dei Tempi, Provincia di Torino

Settore Pari Opportunità, Politiche di genere e dei Tempi della Città, Comune di Torino

Assessorato alle Politiche Educative della Città di Torino

Commissione Regionale Pari Opportunità (CRPO)

Ufficio Scolastico Regionale (USR)-Direzione Generale