Comunicato sulla contestazione a Casale Monferrato del 22 settembre 2013: l’omofobia è odio, non è un’opinione.

Comunicato sulla contestazione a Casale Monferrato del 22 settembre 2013: l’omofobia è odio, non è un’opinione.

nostro video https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=HMUDemYX57E

video ilfattoquotidiano http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/23/omofobia-collettivi-gay-e-femministi-conto-dibattito-di-cl-e-movimento-per-vita/245645/

Siamo stat* a Casale Monferrato per contestare l’incontro- “dibattito” dal titolo “Genere-omofobia-transfobia: verso l’abolizione dell’uomo?”, organizzato da Movimento per la Vita, Alleanza Cattolica e Comunione e Liberazione con il patrocinio della Pastorale della Salute e Pastorale Sociale della Diocesi di Casale. Dibattito tra virgolette, perché era chiaro già dal titolo, allarmista e tendenzioso, che non si sarebbe trattato di un confronto, bensì di un tentativo d’indottrinamento. I relatori hanno tentato di convincere gli uditori dellapericolosità della legge anti-omofobia, attingendo da argomenti che ormai ben conosciamo (oltre ad alcuni nuovi trend sfoderati per l’occasione): l’attacco alla famiglia tradizionale, la naturalità dell’orientamento eterosessuale, le teorie di genere quali fondamentalismi tesi ad abolire le differenze basate sul sesso, l’omosessualità come fenomeno che porterà all’eliminazione dell’eterosessualità. Come se non bastasse,hanno negato la pericolosità e la diffusione della cultura omofobica e, di conseguenza, le violenze e le discriminazioni che, proprio a causa di questo tipo di propaganda, le persone LGBT hanno scontato e continuano a scontare sulla loro pelle. Riteniamo ancora più grave che l’incontro godesse dell’appoggio istituzionale del sindaco Giorgio Demezzi (PDL), seduto in prima fila.

Siamo consc* del fatto che il risultato della nostra azione sul palco (l’interruzione dell’incontro) verrà usato come ulteriore tentativo di vittimizzazione e demistificazione della realtà. Siamo altrettanto convint* che la nostra responsabilità, come collettivo femminista, ma anche come singole persone che hanno a cuore la lotta contro ogni tipo di discriminazione, sia di contrastare in maniera convinta questa disseminazione di odio mascherata da diritto d’opinione. Chiediamo, a chi ancora avesse dubbi sul presunto diritto di queste persone di propagandare pubblicamente la loro “opinione”, di fare un tentativo di trasposizione: immaginate che su quel palco invece che di omofobia si fosse parlato di razzismo e del pericolo di contaminazione della razza bianca. Pensate ancora che sia possibile e auspicabile una conciliazione? Non può esserci conciliazione senza riconoscimento: la dignità è di tutt*.

Questo convegno s’inserisce in un contesto politico più ampio: una serie di incontri, tutti organizzati dalle stesse associazioni e con le stesse finalità, sta proliferando, in particolare dopo che la recente Legge per l’aggravante di omofobia è passata alla Camera. Legge che, peraltro, con il subemendamento Gitti, esenta parti di società ideologicamente orientate (“organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, ovvero di religione o di culto”) dalla sanzione. Forse il motivo per cui ha assunto questa forma non è così oscuro: è evidente l’intento di salvaguardare quelle organizzazioni di estrema destra e ultracattoliche che continuano a propagandare idee omofobiche.

Dopo Verona e Casale, il 30 settembre è in programma a Pavia (presso il Collegio S. Caterina da Siena) un convegno dal titolo “La legge sull’omofobia: fattispecie e conseguenze pratiche”, che ha ottenuto il patrocinio della Provincia e il 5 ottobre un altro a Milano (presso la Parrocchia di S. Maria Nascente) dal titolo “Ideologia del gender, omofobia e unioni civili omosessuali. Un itinerario contro la famiglia”, con la presenza tra gli invitati di senatori e onorevoli (tra i quali il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il Ministro della Difesa Mario Mauro, il Ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello). Invitiamo tutte le associazioni e organizzazioni del territorio a mobilitarsi e far sentire la propria voce contro quest’ennesimo attacco alla libertà individuale. L’OMOFOBIA È ODIO, NON È UN’OPINIONE.

26 settembre 2013 16:28 0 comments

Contestazione Fornero – una donna senza lavoro è una donna senza libertà

Contestazione Fornero – una donna senza lavoro è una donna senza libertà

Contestazione Fornero

Torino contestazione Fornero parte 1contestazione Fornero foto

CONTESTAZIONE FORNERO. LA VIOLENZA HA FORME DIVERSE: UN GOVERNO RESPONSABILE DEVE RISPONDERE ALLE ESIGENZE REALI DELLE DONNE.

14 ottobre 2012

Oggi, alle OGR di Torino, si è svolto il convegno di SNOQ contro la violenza sulle donne a cui era stata invitata la ministra Fornero. Abbiamo deciso di prendere parola autonomamente visto il precedente rifiuto alla richieste di intervenire al convegno. Riteniamo necessario portare le istanze concrete delle donne e denunciare le diverse forme in cui la violenza si manifesta.  Abbiamo evidenziato come non si possa parlare di violenza sulle donne senza parlare diindipendenza economica: una donna senza reddito non può scappare dalla casa dei violenti.

Le condizioni di vita delle donne infatti sono peggiorate anche a causa delle ultime riforme di questo governo, in particolare:

–          La modifica dell’art 18: La crisi aziendale è una giustificazione ai licenziamenti che si presta fin troppo bene alle discriminazioni dei datori di lavoro.

–          Nella riforma del mercato del lavoro non ci sono azioni che agevolino davvero l’ingresso delle giovani e dei giovani nel mondo del lavoro, tanto che il precariato dura decenni e la possibilità di farsi una famiglia è diventata un privilegio.

–          I salari per le donne sono più bassi. Le donne Fiom denunciano “in fiat, le donne che esercitano il diritto alla maternità e congedi parentali sono escluse dal premio di produzione”.

–          L’assenza del welfare grava sulle spalle delle donne. I carichi di lavoro e di cura, dovuti alla carenza di servizi pubblici, pesano prevalentemente sulle donne.

–          La riforma del sistema scolastico: la diminuzione delle ore nelle scuole primarie rende le donne ancora meno libere.

–          In ultimo abbiamo parlato della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. L’obiezione di coscienza rende la legge inefficace. Inoltre l’autonomia regionale non può sconvolgere il senso della 194 inserendo i movimenti pro-life nei consultori e ospedali pubblici.

Noi donne non volgiamo essere  le vittime sacrificali di questo paese.

Nell’incontro con la ministra abbiamo esposto i punti che precedono. La Fornero a Torino ha lasciato una promessa: “contestualizzate i punti delle vostre istanze e avrete una risposta”.

Da parte nostra , apprezziamo il dialogo ma “alle parole devono seguire delle azioni concrete”.

Collettivo AlterEva – Rete donne Fiom Torino

RASSEGNA STAMPA

l’Unità: http://www.unita.it/italia/torino-fornero-contestata-br-da-sindacaliste-e-collettivo-donne-1.455215?localLinksEnabled=false&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Il Manifesto: http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2012/10/15/cronaca-di-fornero-contestata-a-torino/

Video contestazione: http://www.youtube.com/watch?v=RcyqFED1NHY&feature=youtube_gdata_player

14 ottobre 2012 17:50 2 comments