sessismo violento: Bricomat Torino

sessismo violento: Bricomat Torino

CAMPAGNA PUBBLICITARIA BRICOMAT- TORINO — UN’AZIONE VIOLENZA CONTRO LE DOONE

brico

21 novembre 2012 19:35 0 comments

Contestazione Fornero – una donna senza lavoro è una donna senza libertà

Contestazione Fornero – una donna senza lavoro è una donna senza libertà

Contestazione Fornero

Torino contestazione Fornero parte 1contestazione Fornero foto

CONTESTAZIONE FORNERO. LA VIOLENZA HA FORME DIVERSE: UN GOVERNO RESPONSABILE DEVE RISPONDERE ALLE ESIGENZE REALI DELLE DONNE.

14 ottobre 2012

Oggi, alle OGR di Torino, si è svolto il convegno di SNOQ contro la violenza sulle donne a cui era stata invitata la ministra Fornero. Abbiamo deciso di prendere parola autonomamente visto il precedente rifiuto alla richieste di intervenire al convegno. Riteniamo necessario portare le istanze concrete delle donne e denunciare le diverse forme in cui la violenza si manifesta.  Abbiamo evidenziato come non si possa parlare di violenza sulle donne senza parlare diindipendenza economica: una donna senza reddito non può scappare dalla casa dei violenti.

Le condizioni di vita delle donne infatti sono peggiorate anche a causa delle ultime riforme di questo governo, in particolare:

–          La modifica dell’art 18: La crisi aziendale è una giustificazione ai licenziamenti che si presta fin troppo bene alle discriminazioni dei datori di lavoro.

–          Nella riforma del mercato del lavoro non ci sono azioni che agevolino davvero l’ingresso delle giovani e dei giovani nel mondo del lavoro, tanto che il precariato dura decenni e la possibilità di farsi una famiglia è diventata un privilegio.

–          I salari per le donne sono più bassi. Le donne Fiom denunciano “in fiat, le donne che esercitano il diritto alla maternità e congedi parentali sono escluse dal premio di produzione”.

–          L’assenza del welfare grava sulle spalle delle donne. I carichi di lavoro e di cura, dovuti alla carenza di servizi pubblici, pesano prevalentemente sulle donne.

–          La riforma del sistema scolastico: la diminuzione delle ore nelle scuole primarie rende le donne ancora meno libere.

–          In ultimo abbiamo parlato della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. L’obiezione di coscienza rende la legge inefficace. Inoltre l’autonomia regionale non può sconvolgere il senso della 194 inserendo i movimenti pro-life nei consultori e ospedali pubblici.

Noi donne non volgiamo essere  le vittime sacrificali di questo paese.

Nell’incontro con la ministra abbiamo esposto i punti che precedono. La Fornero a Torino ha lasciato una promessa: “contestualizzate i punti delle vostre istanze e avrete una risposta”.

Da parte nostra , apprezziamo il dialogo ma “alle parole devono seguire delle azioni concrete”.

Collettivo AlterEva – Rete donne Fiom Torino

RASSEGNA STAMPA

l’Unità: http://www.unita.it/italia/torino-fornero-contestata-br-da-sindacaliste-e-collettivo-donne-1.455215?localLinksEnabled=false&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Il Manifesto: http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2012/10/15/cronaca-di-fornero-contestata-a-torino/

Video contestazione: http://www.youtube.com/watch?v=RcyqFED1NHY&feature=youtube_gdata_player

14 ottobre 2012 17:50 2 comments

un’altra vittima di femminicidio: la prossima tra due giorni

AGI) – Catania, 27 dic. – Duplice omicidio passionale a Licodia Eubea, in provincia di Catania. Un giovane di 24 anni, Loris Gagliano, ha ucciso con dei colpi di coltello la sua ex fidanzata Stefania Noce, anche lei di 24 anni, e il nonno della ragazza, Paolo Miano di 71 anni.

Quando si parla di passione, di amore, si pensa al sentimento, delicato e travolgente che accompagna ogni momento della giornata; vengono in mente la spensieretezza e,  le lacrime, per quando poi non c’è più.

Quando si parla di uomini che uccidono le “loro” donne perchè le “amano” troppo e non riescono ad accettare la separazione non pensiamo all’amore,

ma ci viene in mente che quella ragazza non può più farsi una vita…

e basta.

Quando queste notizie ci sono vicine, rabbia  e delusione ci sfondano lo stomaco, perchè capiamo quale potrebbe essere il dolore nel veder mancare una compagna, solo perchè, viviamo in un paese dove queste cose, semplicemente “capitano”.

Se una donna ogni 3 giorni  muore uccisa dal partner è choaro che non viviamo in un luogo in cui una donna possa stare tranquilla…

Stefania viveva una vita tra università, manifestazioni, lotta politica…lei, poteva essere chiuque di noi!

Ognuna, purtroppo. nella vita. ha imparato che la violenza di genere c’è, esiste, tutti giorni, in ogni luogo, per vissuto, per sentito dire…ed è diffusa quanto brutale.

La crudeltà di questo attacco però è che la società si accorge della gavità del fatto solo quando ormai la situazione è drammatica e irreversibile.

Queste morti, senza senso nè giustizia, hanno dei sintomi, e proprio questi sintomi vanno condannati duramente  e senza appello.

Non dimentichiamo mai che ogni donna che viene ammazzata dal partner è una donna che POTEVA VIVERE.

Qualsiasi comportamnto ossessivo-aggressivo deve essere stigmatizzato; qualsiasi atto di sopraffazione da parte degli uomini sulle donne deve essere condannato pubblicamente e sempre! Anche se si tratta di compagni, amici, parenti, potenti…. solo così, possiamo sperare che non sia troppo tardi.

E quando sentiamo la polizia, la gente, i genitori, i compagni, gli amici dire che “forse la ragazza esagera che lui è un bravo ragazzo e,solo che.. ci viene il sangue alla testa, ma poi gli passa”, quando sentiamo parlare di “raptus, di momento di follia, di amore che l’ha accecato”….o che “non poteva vivere senza di lei e quindi l’ha uccisa” ...

Dobbiamo rifiutare questa distorsione: sono proprio queste parole a permettere che un’altra ragazza muoia.

Lui può anche non essere un mostro,

ma la cultura-media-italiana che lo giustifica e che mette, giorno dopo giorno, a rischio la vita delle donne…

quella cultura è mostruosa.

Quella cultura che pur di onorare il valore della famiglia legittima gelosia, possessione, pater familias, controllo, violenza, abuso,

Quella cultura che fa si che: uno schiaffo non sia poi così grave, che uno stupro si possa chiamar tale solo se lui l’ha riempita di botte, che lo stalking sia un reato solo se il carabiniere ritenga che ” non si tratti di baruffa amorosa”…

E….

Quando sentiamo che il femmismo è per pazze, che non serve più a nulla, che stiamo esagernado…

ci rimangiamo le lacrime e stringiamo i denti e ricordiamo…quanto le nostri madri femministe ci hanno protette:

hanno denuciato per prime le morti, le violenze casalinghe, la disperazione della solitudine….

hanno criminalizzato lo stupro….facedolo diventare un reato contro di noi , noi persone, noi donne, un reato contro i nostri corpi e le nostre menti e non contro la morale.

Quelle madri hanno lottato anche per noi…e  hanno raggiunto molto….

ma ora sta a noi far diventare questo molto …..ABBASTANZA

Quante volte la nostra cultura del cazzo ha banalizzato….?

quante volte ha messo in ridico o ghettizzato le nostre istanze?quante volte ci han detto di voler vivere nel passato?

Quante volte si sono innalzate mura di sciocchezze per denigrare la lotta, gli studi, le istanze femministe?

bene…rendiamoci conto che:

Quel muro di sciocchezze, di luoghi comuni, di indifferenza, di diffendenza ..

ruba le nostre vite

continuare a costruirlo e nel frattempo dire che non esite….

Significa essere complici di vite spezzate, della feroce erroganza di chi crede di essere immune.

29 dicembre 2011 10:08 0 comments